La Commemorazione di Don Pasquino Borghi a Reggio Emilia: un omaggio ai valori della Solidarietà e del Coraggio

di Ludovico Santini

Durante la commemorazione del 30 gennaio scorso, la città di Reggio Emilia ha voluto rendere omaggio a Don Pasquino Borghi, sacerdote e partigiano fucilato dai nazifascisti durante la Seconda Guerra Mondiale. La cerimonia si è svolta al Poligono di Tiro, il luogo stesso in cui Don Pasquino trovò la morte nel 1944, e ha coinvolto studenti, autorità locali e cittadini in un momento di profonda riflessione sul valore della memoria e del sacrificio.

Il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, ha aperto la commemorazione con un discorso toccante. Ha sottolineato l’importanza di celebrare la figura di Don Pasquino Borghi come esempio di coraggio e impegno civile. Ricordiamo un uomo che, pur sapendo i rischi, ha scelto di aiutare chi era perseguitato, mettendo al primo posto la dignità e la vita umana. Don Pasquino ci lascia un messaggio di solidarietà e di speranza che resta attuale anche oggi. Le sue parole hanno invitato tutti i presenti a riflettere sull’eredità morale di questo sacerdote martire.

La cerimonia ha visto una partecipazione significativa di autorità locali e istituzioni, a dimostrazione dell’importanza di un ricordo condiviso. Tra i presenti c’erano gli assessori comunali e provinciali, la vicepresidente della Provincia, rappresentanti della Polizia Locale, il preside del Liceo Matilde di Canossa e membri dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (A.N.P.C.). La loro presenza ha conferito solennità all’evento e sottolineato il ruolo delle istituzioni nel preservare la memoria storica e promuovere i valori di giustizia e solidarietà.

Don Pasquino Borghi nacque nel 1903 a Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia. Ordinato sacerdote, fu assegnato alla parrocchia di Canolo, dove si distinse per la sua attenzione verso i giovani e per il suo impegno nel creare una comunità unita e solidale. Durante l’occupazione nazifascista, la sua canonica divenne un punto di riferimento per i partigiani e per coloro che cercavano rifugio dalle persecuzioni.

Accogliere perseguitati, fornire viveri e sostegno morale erano azioni che Don Pasquino compiva con determinazione, nonostante i rischi evidenti. Arrestato dai fascisti, fu sottoposto a un processo sommario e infine condotto al Poligono di Tiro di Reggio Emilia, dove venne fucilato il 30 gennaio 1944. La sua morte rappresenta uno dei tanti sacrifici compiuti per difendere la libertà e la dignità umana. Don Pasquino è stato successivamente riconosciuto come simbolo della Resistenza italiana, e il suo esempio continua a ispirare chiunque creda nella giustizia e nella solidarietà.

Uno dei momenti centrali della commemorazione è stata la rappresentazione teatrale messa in scena dagli studenti della classe 4^G del Liceo delle Scienze Umane Matilde di Canossa. Attraverso tre scene, gli studenti hanno ricostruito momenti significativi della vita di Don Pasquino, ponendo l’accento sul suo rapporto con i giovani della parrocchia.

La rappresentazione ha narrato episodi di quotidianità e di coraggio: i dialoghi con i ragazzi della canonica, la sua dedizione all’educazione e il sostegno offerto a chi cercava riparo. Ogni scena è stata curata nei dettagli e accompagnata da una narrazione che ha coinvolto il pubblico, trasmettendo l’umanità e la determinazione di Don Pasquino. Il teatro si è rivelato un mezzo potente per avvicinare le nuove generazioni alla storia e ai valori incarnati dal sacerdote.

Al termine della recita, il sindaco Massari ha ringraziato gli studenti per il loro contributo e ha ribadito l’importanza di trasmettere la memoria alle nuove generazioni. Don Pasquino Borghi ci ricorda che ogni scelta di coraggio può fare la differenza. Voi giovani avete il compito di portare avanti questi valori, costruendo un futuro basato su solidarietà e giustizia, ha dichiarato il sindaco, chiudendo la giornata con un messaggio di speranza e responsabilità.

La commemorazione del 30 gennaio non è stata solo un momento di ricordo, ma anche un’occasione per riflettere su come il passato possa guidarci nel presente. La partecipazione attiva degli studenti del Liceo Matilde di Canossa e la presenza delle autorità locali hanno testimoniato l’importanza di mantenere viva la memoria di figure come Don Pasquino Borghi.

Il suo esempio è un richiamo all’impegno civile e alla difesa dei valori fondamentali di libertà e giustizia. In un mondo ancora segnato da conflitti e ingiustizie, la storia di Don Pasquino ci invita a non restare indifferenti, ma a lavorare per una società più equa e solidale.

A quasi un mese dalla commemorazione, le parole e le azioni di Don Pasquino Borghi continuano a ispirare la comunità di Reggio Emilia. Grazie all’impegno delle istituzioni, degli studenti e dell’intera cittadinanza, il sacrificio di questo sacerdote coraggioso non sarà mai dimenticato. La sua memoria resta un faro che illumina il cammino verso un futuro migliore.

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